Spalletti: "È uno dei più forti, ho detto a tutti di prenderlo. Non solo a De Laurentiis"
Il tecnico della Juventus, Luciano Spalletti, ha rivelato un retroscena inedito che tira in ballo anche il presidente Aurelio De Laurentiis.

Luciano Spalletti, allenatore della Juventus, ha rilasciato alcune dichiarazioni in conferenza stampa, alla vigilia del match di campionato di massima serie, contro il Bologna, reduce dall'ottima prova europea e la vittoria contro gli spagnoli del Celta Vigo.
Le dichiarazioni di Spalletti
L'allenatore di Certaldo ha evidenziato il momento dei suoi: “Penso di poter coinvolgere la squadra in questo discorso. Fa piacere sentire la forza e la passione di John Elkann e tutta la famiglia per questo club. Sta a noi dare sostanza e concretezza a questa passione onorando il passato e costruendo il futuro allo stesso livello o migliore. Infortunati? Rugani è già usabile, anche se in maniera ridotta. Bremer ha ancora bisogno di tempo e dobbiamo andarci cauti, anche per non metterlo in difficoltà. Modulo? Mi stupisco a sentir parlare ancora di queste cose. Io voglio fare qualcosa di diverso, come un 4-3-3, ma è solo un discorso di partenza, poi durante la partita si adottano tanti altri moduli".
"L'ho detto anche a De Laurentiis"
Sul Bologna rivela un retroscena che tira in ballo anche il patron del Napoli: "Bisogna fare i complimenti a Vincenzo Italiano e a chi ha costruito la squadra. Sta facendo vedere di avere grande qualità. É una di quelle squadre che quando gioca vuole decidere le regole. Non hanno paura di niente e ti costringono a tanti duelli. Italiano è uno dei più forti che abbiamo, e l’ho detto a tutti di prenderlo, non solo al presidente De Laurentiis. Non mi convincerete mai che non si possano superare con questi giocatori".
John Elkann? "L’ho sentito, ogni tanto mi manda i suoi pensieri e sono cose che mi fanno piacere. Nel messaggio di oggi vuole mettere dentro il futuro, anche non immediato. Quando fai parte di un club di questo livello qui, il tuo pensiero va sempre al massimo finché la matematica non ti condanna. Ritiro? Non è un luogo, ma una condizione mentale. È una fatica in più e non ci andremo più in ritiro. So bene com’è, corrode la testa e i muscoli, e se la condizione mentale è quella corretta non si va in ritiro. Chi veste questa maglia in realtà anche quando è a casa sta in ritiro, in questo sport la vita dipende dai risultati”.
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